venerdì 28 settembre 2007

Gesù laico

Gesù laico, è una riflessione proposta da Nino Gullotta.
Verrà pubblicata in diversi post, iniziamo con l'introduzione, seguiranno altri post.

I n t r o d u z i o n e

Ve l’immaginate un gandhiano, armato fino ai denti, pronto a fare carneficina dei propri nemici, pieno di odio contro gli avversari, razzista e irriguardoso verso gli altri e le idee altrui ?
Come minimo vi grattereste la testa, per l’occasione particolarmente pruriginosa, chiedendovi perché mai quel tizio osa definirsi discepolo di Gandhi !
Oppure, pensereste: “Questo o è stupido o è ignorante o addirittura un lestofante”.
Ebbene, la stessa cosa non si dice per i cristiani !
Gesù è stato definito il “principe della Pace”, ma all’interno della sua chiesa sono ammessi i mafiosi, i governanti guerrafondai, i dittatori, i miliardari che si sono arricchiti impoverendo la gente e così via.
Certo, di tanto in tanto, ci troviamo anche qualche brava persona, ma -come sempre accade- le brave persone non fanno storia o la fanno per nascondere (loro malgrado) le malefatte dei così detti “grandi”.
Sicuramente, in questa cristianità non cristiana, dove si può credere tutto e il contrario di tutto, dove può definirsi seguace di Gesù sia il sanguinario che il pacifista, c’è qualcosa che non va.
Non si tratta di volere una chiesa di puri, ma una chiesa di persone più o meno coerenti con ciò che dicono di credere!
Possibile che questo figlio di Dio sia venuto qua, tra di noi, a farsi ammazzare in malo modo, solo per la sete di sangue di un Dio che non poteva perdonare l’umanità in altro modo? O sia venuto solo per farci un ennesimo elenco di regole moralistiche individuali tralasciando l’etica di chi comanda e l’etica globale delle nazioni che vogliono farsi giustizia da sole contro altre popolazioni e nazioni? O sia venuto a farsi crocifiggere solo per il gusto di essere pregato e osannato dopo la sua morte?
Che, per caso, qualcuno abbia sabotato il cristianesimo (seppur in buona fede), facendo credere cose che non c’entrano con il Cristo?
Le riflessioni che seguono portano alla conclusione che la chiesa, nel corso dei secoli, ha travisato spesso (salvo momenti illuminanti) il proprio ruolo, lo scopo della venuta del Salvatore, i suoi intenti e le sue prospettive.
Indubbiamente, questa conclusione non dimentica tutti quegli uomini e quelle donne (pur con i loro limiti e a prescindere dalle loro convinzioni teologiche) che si sono prodigati/e nel corso della loro vita alla testimonianza, all’evangelizzazione, alla solidarietà nel nome del Vangelo. Un profonda stima e ammirazione nutro nei confronti di tutti quei cristiani e cristiane che hanno creduto e lottato perché il Vangelo venisse conosciuto e praticato.
Questa sensazione però non deve essere motivo di rifiuto della “verità” (quella che io ritengo la verità, pur nella consapevolezza della sua parzialità e nel pieno rispetto delle parziali verità altrui); non deve essere –ripeto- motivo di rinuncia nel condividere con altri e con altre il mio percorso di fede e di “scoperte” teologiche.
Auspico che questa tesina possa essere motivo di discussione e di riflessione soprattutto per coloro che (come me) sono in ricerca del Gesù LAICO dei Vangeli. Un Gesù che incontra qualsiasi TU che lo cerca, senza alcun tipo di intermediazione umana.

Nessun commento: